REAGIRE ALLA CRISI

La Regione Liguria intende esprimere pubblicamente al massimo livello tutta la sua preoccupazione per una situazione del paese che si fa sempre più pericolosa non solo di fronte alle incertezze politiche emerse dal voto, ma soprattutto per l’incalzare di una crisi economica di dimensioni sempre più drammatiche.


E vuole contribuire ad affrontare questa situazione avanzando proposte concrete e mettendo in campo ogni energia.

Per questo vi invitiamo a partecipare a una iniziativa pubblica fissata per sabato 23 marzo al Palazzo Ducale di Genova, dalle ore 10 alle ore 13.

Il tema al centro dell’iniziativa è questo: è stato certamente giusto – e la Liguria vi si è impegnata con lealtà – avviare con decisione una politica di risanamento finanziario. Ma tale politica doveva essere accompagnata da equità e crescita: questi due elementi sono restati invece in secondo piano, sino a sbiadire completamente.

Ciò avviene in grande misura per i tagli sempre più forti e poco selettivi imposti alla sanità, ai servizi sociali, alla scuola, al trasporto pubblico. Per una stretta creditizia che penalizza le imprese, per un fisco più pesante che colpisce duramente il lavoro.

È indispensabile assumere decisioni capaci di invertire rapidamente un tale trend. In primo luogo per le condizioni di vita dei cittadini, ma anche perché se non si innesca una nuova ripresa economica risulterà rapidamente del tutto vano anche il proposito di risanare i conti pubblici e ridurre il debito.

Bisognerà agire in ogni modo possibile per qualificare ma non interrompere del tutto il flusso della spesa pubblica (oggi siamo al blocco della cassa), e per ridefinire i criteri del Patto di stabilità, ora esteso anche ai Comuni con mille abitanti, che blocca investimenti per i quali esistono materialmente le risorse.

È inammissibile che non siano pagate le imprese che hanno avuto assegnati lavori in appalto.

Così come non è accettabile che vengano meno i fondi per gli ammortizzatori sociali, mentre si parla di forme di reddito garantito generalizzato: ogni risorsa dovrebbe essere indirizzata a progetti capaci di offrire lavoro, prima di tutto alle giovani generazioni.

Ma è anche realistico sapere che non potrà essere la spesa pubblica il volano principale di una ripresa.

La Regione Liguria quindi non avanza solo richieste, ma offre al paese tutte le opportunità che il suo sistema economico può costituire anche a beneficio dell’intera comunità nazionale.

Crediamo che uno sforzo simile dovrebbe essere fatto da ogni territorio e da tutto il sistema delle autonomie, perché insieme alle scelte nazionali si mettano tutte le energie locali in condizioni di agibilità per svilupparsi pienamente.

Dalla Liguria la principale occasione di sviluppo viene da un sistema portuale e logistico che conosce un aumento dei traffici, in controtendenza rispetto alla crisi generale, anche perché è collegato con la realtà economica di aree del mondo dove la crisi non colpisce così come nei paesi dell’Occidente, ma si assiste anzi a una nuova crescita.

Da questa realtà – fatta di eccellenze nel campo marittimo, nei trasporti, nello shipping, nelle crociere, nella cantieristica, nella nautica (sia dal punto di vista industriale che da quello ricettivo) – già oggi proviene un flusso fiscale per lo stato pari a 5 miliardi di euro all’anno sui soli traffici marittimi.

Un volume che – anche tenendo conto di un sistema infrastrutturale che è in corso di realizzazione – nei prossimi anni potrebbe raddoppiare, fornendo nuovi posti di lavoro, nuove attività, nuovi redditi e molto maggiori entrate fiscali.

Anche il settore turistico, sempre più legato a una strategia di tutela e recupero del patrimonio naturale e artistico, e allo sviluppo della filiera agroalimentare, può fornire nuove occasioni di sviluppo.

Mentre resta decisivo il settore delle industrie a alta tecnologia – il sistema Finmeccanica – e il ruolo dei centri per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, come ben rappresenta il progetto Erzelli.

È evidente l’esigenza di politiche di accompagnamento e di sostegno incisive e efficaci. Che non necessariamente comportano aumenti della spesa pubblica. Questa necessità deve accompagnarsi da subito ai propositi certo irrinunciabili di riformare la politica contro ogni spreco, ridando dignità e credibilità alle istituzioni democratiche.

Per questo chiediamo a voi, amministratori in prima linea nella battaglia contro la crisi, di essere presenti all’iniziativa di sabato 23, insieme ai rappresentanti del mondo economico e sociale, e di istituzioni anche nazionali.

Dobbiamo far sentire chiara e forte la voce e la capacità di proposta della Liguria e delle sue comunità. 

Claudio Burlando
Presidente Regione Liguria

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